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Ospiti BiFF2014

Leonardo Pieraccioni

(Firenze, 17 febbraio 1965) attore e regista.

Poco più che ventenne, nella metà degli anni ’80, conduce il suo primo programma “Succo d’Arancia” con l’amico Carlo Conti e insieme anche a Giorgio Panariello forma il trio comico “Fratelli d’Italia” entusiasmando gli spettatori dei teatri toscani. I tre collaborano anche alla realizzazione del programma “Vernice fresca”, nel quale si esibisce anche come cantante.
Il passaggio alle reti nazionali avviene nel 1988, con “Il piacere dell’estate” su Raidue e “DeeJay Television” su Italia 1. Dopo una dura e lunga gavetta nel cabaret, nel 1990, fa la sua prima apparizione a teatro con lo spettacolo comico “Leonardo Pieraccioni Show”e l’anno successivo Alessandro Benvenuti lo vuole nel suo film “Zitti e mosca”, che è la sua prima esperienza cinematografica.
I successi ottenuti a teatro e in televisione , convincono Pieraccioni a provare la carta di regista cinematografico, così fa il suo esordio nel grande schermo con “I laureati” (campione d’incassi nel 1995). Il suo nome si lega a quello di un altro comico, Massimo Ceccherini, amico e spesso collaboratore di Pieraccioni.
In seguito scrive, dirige e interpreta “Il ciclone” (che fa letteralmente impazzire il botteghino), “Fuochi d’artificio”, “Il pesce innamorato”, “Il principe e il pirata”, “Il paradiso all’improvviso”, “Ti amo in tutte le lingue del mondo” (nel quale fa recitare anche Francesco Guccini, di cui è grande fan), “Una moglie bellissima” (nel quale conosce, la sua futura moglie, Laura Torrisi), “Io e Marilyn”, “Finalmente la felicità” e “Un fantastico via vai”.
Pieraccioni ha diretto quasi tutti i film da lui interpretati: infatti quelli in cui non si dirige, ad eccezione de “Il mio West” (con la regia di Giovanni Veronesi, di cui è sceneggiatore) sono film in cui non è protagonista assoluto, ma ha un ruolo minore (“Bonus Malus” di Vito Zagarrio, “Miracolo italiano” di Enrico Oldoini ed il cameo in “Viola bacia tutti” sempre di Giovanni Veronesi).
Leonardo Pieraccioni oltre ad essere un attore, regista, sceneggiatore, comico e cantautore è anche scrittore. Le sue storie sono caratterizzate da un umorismo spesso amaro e da una comicità intrisa di malinconia, pessimismo e tristezza. Ha raccolto i suoi manoscritti nei libri “Trent’anni, alta, mora”, “Tre mucche in cucina” e “A un passo dal cuore”

Paolo Hendel

(Firenze, 2 gennaio 1962) comico italiano.

Comincia la carriera di cabarettista accanto a David Riondino. Secondo quanto scritto dagli storici del teatro, leggenda vuole che Hendel sia salito sul palco di un recital di quest'ultimo rompendogli in testa dei cocomeri. Pare che ancora studiasse per una Laurea in Lettere che avrebbe conseguito solo all'età di 44 anni. Dalla metà degli anni Settanta, è conosciuto per la realizzazione di spettacoli teatrali, sia come autore che come interprete.
Nel 1982 il suo debutto cinematografico, in “Ad ovest di Paperino” di Alessandro Benvenuti e in “La notte di San Lorenzo” dei fratelli (Vittorio e Paolo) Taviani. Successivamente, Mario Monicelli vuole che interpreti per lui tre film: “Speriamo che sia femmina”, “I picari” e “Cari fottutissimi amici”. Nel 1987 viene ingaggiato dalla RAI per condurre “I martedì di Paolo Hendel” trasmissione con la quale ottiene molta visibilità, diventando famoso per i suoi discorsi, che spaziano dalla politica al sesso, dai fumetti allo sport, prendendo di mira molti personaggi. Molto apprezzato anche da Daniele Lucchetti, reciterà in due dei suoi film, “Domani accadrà” e “La settimana della Sfinge”. Nei primi anni novanta partecipa ad alcuni film del conterraneo Leonardo Pieraccioni, “Il ciclone” e “Il pesce innamorato”.
Dopo la conduzione del programma "Banane" (1990), nel 1996 arriva l'accordo con Mediaset e la partecipazione al programma della Gialappa's Band “Mai dire Gol”, dove interpreta il personaggio di Carcarlo Pravettoni, cinico e spietato uomo d'affari a capo della Carter&Carter. Ma la sua collaborazione con la Gialappa's va oltre; infatti nel 1999 Hendel partecipa al film “Tutti gli uomini del deficiente” prodotto proprio dalla Gialappa's Band.
Continua a recitare (“Amici miei – Come tutto ebbe inizio”, “All Stars”) e fare l’ospite in trasmissioni televisive (“L’ultima parola”, “La gabbia”) perché non ne può fare a meno. E nemmeno noi.

Luca Miniero

(Napoli, 17 gennaio 1967) è un regista e sceneggiatore italiano.

Ha iniziato a lavorare firmando campagne pubblicitarie per marchi italiani e internazionali, ottenendo molti riconoscimenti.
Nel 1999, la sua opera prima, “Piccole cose di valore non qualificabile”, un corto diretto insieme all’amico Paolo Genevose. Nel 2002 co-dirige il suo primo lungometraggio, insieme a Paolo Genevose, “Incantesimo napoletano”, al quale segue “Nessun messaggio in segreteria”. Nel 2007 esce, in televisione, “Viaggio in Italia – Una favola vera”.
Grazie alle sue commedie grottesche che suscitano una risata sarcastica, negli ultimi anni conquista anche i più giovani. Ancora una volta insieme al fidato Genovese, scrive e dirige “Questa notte è ancora nostra”. Dopo aver fatto centro anche col pubblico under 20, torna alla televisione, dirigendo qualche episodio di “Ho sposato uno sbirro 2” per poi ritornare al cinema con la commedia brillante “Benvenuti al Sud” (remake del film francese “Giù al Nord” di Dany Boon).
Visto il successo della commedia, due anni dopo replica con “Benvenuti al Nord” e, nel 2013, dirige “Un boss in salotto”.
Specializzato in commedie che affrontano i conflitti culturali dell'Italia. Assieme al collega Paolo Genovese, con il quale ha girato quasi tutti i suoi film, Luca Miniero rappresenta quel cinema “caricaturale” che vuole abbattere stereotipi e pregiudizi.

Giusi Merli

(Firenze, 26 marzo 1943). Attrice italiana

Attrice (prettamente) teatrale fiorentina. Anni e anni di personaggi interpretati, tra ruoli che le somigliano ed altri, talmente distanti, che le “insegnano” qualcosa. Nel teatro, come nella vita, le “differenze” dovrebbero incuriosire, non spaventare.
Nel 2013, la partecipazione nel film “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino, vincitore del premio oscar come miglior film straniero, dove interpreta la parte di La Santa, un’interpretazione che non lascia indifferenti, in un film che non lascia indifferenti di suo, è la “consacrazione” del pensiero “non si racconta: si vive”.
Sempre nel 2013 ha lavorato con Patrizio Bonciani e Igor Biddau nel film “Mi chiamava Valerio”, ma se la volete incontrare, cercatela in teatro e la troverete.

Fonti: Wikipedia e MyMovies

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